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COME AFFRONTARE LA PAURA DEI BAMBINI AI TEMPI DEL COVID-19?




L’universo delle emozioni universali:


Da diversi studi sulle espressioni facciali di neonati appartenenti

a culture diverse si evince che le emozioni sono universali.

Tutti i bambini, già da piccolissimi provano emozioni.

Si ritiene che esistano emozioni fondamentali, come la gioia, la

collera, la tristezza, la paura, la sorpresa e il disgusto. Seppur

innate, con la crescita le emozioni del bambino si modificano e

diventano sempre piu’ sofisticate. Nei primi mesi di vita infatti

queste emozioni nascono in risposta a stimoli sensoriali, per

esempio un rumore forte crea paura. Ovviamente, ogni bambino

ha una sua speciale soglia sensoriale: alcuni tollerano facilmente stimolazioni anche di moderata o alta intensità, altri con più difficoltà.


Emozioni al comando:

I bambini piccoli provano tutte queste emozioni e in un certo senso ne sono dominati: non sono consapevoli di cosa gli sta accadendo, del perche’ o come modificare quello stato. Il lungometraggio Disney “Inside Out” è un chiaro esempio di quanto sia importante accogliere le emozioni tutte, conoscerle e saperle gestire. E’ ai genitori, o chi se ne prende cura, che aspetta l’ardua impresa di guidare i bambini nella comprensione del loro meraviglioso e caotico mondo emotivo.



Che paura!

Considerando la peculiarità del momento storico in cui ci troviamo, oggi parliamo della paura. Essa è un’emozione fondamentale per la sopravvivenza, poiché ci permette di avvertire minacce e pericoli. Nessuno sopravvivrebbe senza la paura!


Le paure ai tempi del corona virus: Quali sono?

In base all’età, i bambini provano in questo momento paure diverse. I piu’ grandi, temono per la salute, o addirittura per la vita, dei propri genitori, dei nonni, degli adulti di riferimento.

Queste paure sono anche legate a quella di rimanere solo, senza nessuno che si occupi della sua salute.

I bambini piu’ piccoli non hanno questa comprensione, ma in molti casi, avvertono la preoccupazione dei genitori. L’adulto con cui il bambino stabilisce una relazione affettiva privilegiata funge da regolatore emotivo, ovvero attraverso lui il bambino determina quale emozione è appropriata in risposta ad uno stimolo o evento.


Come aiutare i bambini:


Per prima cosa, è necessario ascoltare, leggere e comprendere lo stato d’animo del bambino e rimandargli che la preoccupazione che sta provando è normale e comune a tutti i bambini. Già questo tranquillizza il bambino perche’ si sente riconosciuto e, legittimando la sua emozione, si apre la strada del dialogo. Momenti di condivisi one degli stati d’animo dovrebbero rientrare nella quotidianità. Può essere efficace che sia il genitore per primo ad aprile il dialogo, creando così uno spazio di accoglienza e intimità.

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La tendenza del genitore è quella di proteggere il proprio figlio dagli stati d’animo negativi, e questo porta spesso ad occultare cattive notizie. Diversamente da quanto si immagini è in realtà la conoscenza stessa della verità che eviterà il terrore del bambino, che avendo una mente molto fantasiosa tenderà a farsi fantasie molto peggiori.

Dunque, l’unico modo per tranquillizzare il bambino è spiegargli quanto sta accadendo. Spiegarlo? E come? Il consiglio è quello di evitare di riferire dettagli troppo penosi o di scendere nel dettaglio di cos’è il covid-19. Si può spiegare al bambino di cosa si tratta con parole semplici, come ad esempio “una brutta influenza”.

E’ sconsigliato esporli al telegiornale o notiziari simili. Il linguaggio e la quantità di informazioni devono essere adeguate all’età e alla comprensione del bambino, ed in rete si trovano moltissimi video, libri o canzoncine ad hoc, che il genitore può visionare insieme ai propri figli.



Rispetto al motivo del lockdown si può spiegare al bambino che ognuno di noi deve fare la sua parte per arrivare alla “vittoria”. Molti adulti si stanno occupando della questione, lottando per guarire tutti, infatti molti di coloro infetti da COVID19 si ammalano in maniera non preoccupante. Sapere che ci sono persone che se ne occupano è in genere di grande sollievo. I bambini, come gli adulti, possono fare la loro parte impegnandosi con “armi” semplici come lavarsi spesso e bene le mani e il viso, perché questa influenza si trasmette toccandosi. Si può insegnare ai bambini la procedura corretta per lavarsi le mani, e come starnutire utilizzando la piega del gomito, presentandole “con serietà” come armi molto efficaci. Questo darà loro la sensazione di avere il controllo sulla situazione ed è un buon modo per insegnare le regole della prevenzione.


Molti bambini si stanno chiedendo come mai non possono andare a trovare i nonni o gli zii. Per questo puà essere utile spiegare loro che molto probabilmente, in quanto bambini, non prenderanno mai questa influenza, ma potrebbero prenderla i nonni e chi è più avanti negli anni, percio’ in questo periodo non è consigliabile andarli a trovare o invitarli a casa propria: è un modo per proteggerli. Fortunatamente, possiamo “navigare” in internet, arrivando a casa delle persone che si hanno a cuore attraverso una videochiamata. E’ sempre consigliabile, in questo momento, alimentare i momenti di condivisione con le persone che fanno parte della rete sociale del bambino.


Come aiutare I piccolissimi:

E’ possibile che in questo momento lo stress e le preoccupazioni dei genitori influiscano sulla vicinanza con il proprio bambino, dunque è consigliabile l’ organizzazione di attività piacevoli, condivise e ricorrenti, che ristabiliscano la sintonizzazione genitore-figlio e tranquillizzano quest’ultimo circa la disponibilità del genitore. Si consigliano canzoncine, filastrocche, attività manuali.


Per i genitori:

Ricordiamo a tutti i genitori (e non solo) che sul territorio sono attivi servizi di sostegno psicologico per individui e famiglie, a titolo gratuito. Nel caso in cui l’ansia, la paura, tua o di un membro della tua famiglia (figlio, genitori, partner, ecc) in questo momento siano invalidanti, o se occupano la maggior parte della giornata, se nulla riesce a placarle, ti invitiamo a contattare un esperto.

Ricorda, stiamo vivendo un momento difficile, ma non siamo soli!





Dott.ssa Tatiana Colaiacomo

Psicologa clinica dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia Specializzanda in Psicoterapia sistemico-relazionale







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